Lo vede dove il circo notturno del sesso a pagamento è in piena attività. È una di quelle strade che di giorno sembrano percorse solo da pensionati in bicicletta ma che dopo il tramonto brillano di una umanità quasi festosa nella sua miseria. Prostitute dai capelli color della pece o della stessa sfumatura del grano maturo, clienti coi fari delle auto puntati ad esaminare la merce, in fila rumorosa e quasi ordinata, tutti, predatori e prede, animati da una qualche feroce forma di fame.
Sul marciapiede, appena un po' defilato, cammina una delle fiere in cima alla catena alimentare, nelle sembianze di un ragazzo giovane, pallido e bruno, che stanotte ha legato i lunghi capelli rivelando i lineamenti delicati e i grandi occhi scuri. Ora è fermo davanti a un bar ritrovo abituale per spacciatori e clienti, come in attesa di qualcosa. Il suo aspetto bellissimo e fragile ha già attirato due o tre squali ma, per loro immensa fortuna, il ragazzo ha gentilmente declinato le offerte.
Lui lo osserva da lontano, certo di non essere stato scorto.
Il ragazzo aspetta ancora, guardandosi attorno, lasciandosi illuminare dalla luce dell'insegna, sempre più impaziente. Poi scuote la testa e si avvia di buon passo verso una Peugeot grigia.
È il momento.
Mentre fa per aprire l'auto, lui lo afferra alle spalle. L'altro reagisce ma la sua stretta già lo ha spinto dentro l'androne buio di un portone, una mano a soffocarne l'urlo e l'altra a bloccargli il braccio, premendolo contro il muro col suo corpo più alto e robusto.
«Un cucciolo non deve muoversi da solo» gli sussurra all'orecchio. «Quante volte devo ripeterlo?»
«Ivan!» esclama appena gli libera la bocca.
Lo lascia e indietreggia, permettendogli di girarsi.
«Mi hai spaventato a morte.»
«Lo spero bene. Se fossero stati i debellanti, non avresti avuto scampo» cerca di rimproverarlo, ma il suo tono ha un'esitazione, quasi un tremore. Eppure, lo ha stretto solo un minuscolo istante. Gli basta così poco per vacillare?
«Se ti avessi visto, sarei venuto io da te. Non era necessario rapirmi» ribatte l'altro con un sorriso malizioso, restando appoggiato con le spalle al muro, le mani dietro la schiena.
«E già che c'eri, potevi anche urlare “Sono un vampiro: impalatemi, grazie”» continua lui. Poi sospira. «Comunque, perché tanta imprudenza?»
«Per incontrarti. Non sarei mai riuscito a trovarti, così speravo mi trovassi tu» spiega. «Mi mancavi troppo» aggiunge, e il cuore di Ivan ha un sussulto.
«Xavier...»
«No Ivan, lo so già» lo interrompe, di colpo serio. «Qualunque cosa sia, è grossa: tu che sparisci senza una parola, Ludwig che ci manda tutti a cercarti con l'ordine di riportarti al covo, e i debellanti che sembrano impazziti. Hanno fatto più ronde in questi giorni che negli ultimi due anni. E non stanno semplicemente uccidendo: vogliono qualcosa. O qualcuno.»
Lui sente i muscoli contrarsi. «Cosa sai?»
«Niente. Nessuno ci dice un accidenti di niente» sbotta, tra l'insofferente e il frustrato.
«Te lo spiego io allora» inizia con un sorriso amaro. «Hanno cercato di catturarmi, due umani e uno di noi. Insieme. Posso supporre che anche gli appuntapaletti vogliano me.»
Il vampiro più giovane spalanca gli occhi. «Merda.»
«Infatti.»
«Ecco perché ti sei nascosto. Alexander pensava avessi lasciato la città.»
«Non prima di aver capito che diavolo succede.»
Xavier si stacca dal muro, si accosta di un passo e Ivan può fiutarne l'odore, dolce e leggermente speziato, mentre gli domanda «Tu come hai capito che ero qui?»
«Pura statistica» fa il ragazzo, apparentemente indeciso se avvicinarsi ancora. Invece resta lì, fermo. «Ho lasciato perdere i tuoi soliti territori di caccia, pensavo li avresti evitati, perciò mi rimanevano i bassifondi. Sono due settimane che giro tra barboni e puttane.»
«E gli ospedali no?» chiede, onestamente sorpreso. Da sempre, gli ospedali sono le riserve più comode e sicure per i vampiri.
«Troppo ovvi. Non sono da te.» Si liscia gli abiti lisi. «Vedi? Mi sono anche mimetizzato all'ambiente» sorride, splendido.
Ivan sente qualcosa stringergli il petto, un desiderio così potente da togliergli il fiato. «Non hai fatto un buon lavoro, sei troppo pulito» sussurra.
«Lo so, ma non mi andava di appestarti.» Avanza ancora. «Dimmi come posso aiutarti» gli dice, guardandolo negli occhi.
«Resta vivo. Non farti sgozzare dagli appuntapaletti» risponde. «Non voglio che ti accada nulla di male.»
Il ragazzo colma la distanza che li separa, poggiandogli le mani sui fianchi. «Mi sei mancato, Ivan. Mi sei mancato da impazzire.»
Lui si lascia abbracciare, il cuore in tumulto e le mani che tremano. «Anche tu» confessa finalmente.
Xavier gli afferra la nuca e lo attira a sé. Non c'è nessuna esitazione, nessuna timidezza nel bacio che si scambiano. È divorante, quasi brutale, e Ivan sente il proprio ferreo autocontrollo creparsi e andare in pezzi. Spinge indietro l'altro vampiro contro il muro, continuando a baciarlo in un disperato balletto di labbra e denti e lingua, mentre quello ha preso ad accarezzargli le braccia e le spalle, freneticamente.
Ivan gli si stringe addosso, e quando sente che l'altro è eccitato quanto lui, gli sfugge un gemito simile a un lamento.
«Torna a casa» mugola Xavier nella sua bocca.
«Non posso» si costringe lui, ricominciando a baciarlo.
«Torna a casa» ripete accarezzandogli la schiena fino alle natiche e poi di nuovo su. «Torna a casa con me.»
«No» mormora.
Xavier gli si sta strofinando addosso come un gatto, offrendogli la gola, tenero e arrendevole. La sua pelle è profumata, calda, morbida più della seta. Le sue carezze sono sempre più audaci, affamate, sono promesse di abbandono, di meraviglioso oblio, di piacere assoluto. «Torna» mormora con la voce arrochita dal desiderio. «Torna. Ludwig ti aiuterà. Sistemerà tutto.»
Ivan si blocca, come trafitto da un pensiero raggelante. La paura ora minaccia di mangiargli il cuore, e sarebbe bello chiuderle la porta dicendole che no, no, non può essere, non è vero, ma lui la fa entrare perché deve. Senza staccarsi, chiede a Xavier «Perché vuoi che torni prima che abbia capito chi mi dà la caccia?»
L'altro alza il viso e lo guarda con occhi annebbiati. «Fidati, Ludwig ti proteggerà.»
Lui sente una mano mostruosa prendere a stritolargli l'anima. Fissa il giovane vampiro, che appare smarrito. «Che ti succede?»
«Perché vuoi che torni?» ripete. Nella sua testa è un urlo, ma lo ha detto a voce bassissima. È possibile? È mai possibile che sia solo un inganno? Un sordido, semplicissimo inganno?
«Perché vuoi che torni?» Indietreggia, lentamente, come se l'altro adesso potesse avvelenarlo anche solo col suo tocco. E forse è così. «Perché vuoi che torni, dopo ciò che ti ho raccontato?»
Xavier cerca di afferrarlo, ma lui scatta indietro.
«Cosa c'è? Perché stai facendo così?» Ha gli occhi sbarrati e il respiro alterato, ma è così bello. Così bello.
«Come mai ti hanno permesso di vagare da solo per due settimane, se i debellanti sono così scatenati?» gli chiede, con una voce che non gli sembra neanche più sua. «Nessuno dei consiglieri ha detto nulla?»
«Non lo so» balbetta l'altro.
«E Ludwig? Non ha imposto il gruppo almeno ai novellini?»
«Non...»
«Perché?» grida. Un inganno. Un sordido, semplicissimo inganno.
Indietreggia ancora, senza dargli le spalle, ma è così sopraffatto da un'angoscia nera e senza fondo che se adesso lo attaccassero non riuscirebbe a difendersi. L'unica cosa a cui riesce a pensare è il velo che sembra essergli caduto sugli occhi e il volto bellissimo che lo guarda senza pronunciare più una parola. Bellissimo.
«Stammi lontano Xavier. Se ti ritrovo sulla mia strada, ti uccido» sussurra a voce rotta. Sta piangendo? Forse. Ma non è importante. Deve solo allontanarsi. Se si allontana, può farcela. Un passo dopo l'altro, finché è fuori dall'androne. Allora si volta e corre.
mercoledì 17 marzo 2010
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11 commenti:
Bellissima prima parte, astuto il metodo di farsi trovare, sexyssimo il mocciosetto preso tra acerbità e intrinseca troiaggine. Si vede un sacco che Ivan è cotto come una pera e il dubbio ci sta tutto, come anche la finefine quando gli dice Sparisci mostriciattolo se no ti faccio del male. Si vede che sarebbe fico, e se va davvero che la carognetta è il traditore è triste buuuuu! Però cazzo, finisci l'interrogatorio no? Gli dai due schiaffi e gli chiedi Nè stronzetto me lo stai a buttare in culo? Magari il dubbio ti resta, però sinceramente Ivan così mestruato da urlare Noooo e scappare piangendo non mi sembra tanto giustificato.
Bellissimo!
Mo che ho la faccia di Ralph incollata su Ivan devo dire che il capitolo me lo sono proprio goduto! Si conferma L'Ivan cucciolone della cioccolata calda, è proprio cotto! ma se Xaxà è il traditore sono contenta perchè già mi stava sulle palle. Queste nuove generazioni che pensano di sapere tutto! (parla la vecchia ciabattona).
Solo un appunto, passi il "Mi mancavi troppo", ma "Presto, angelo mio"?????????
Sembra una battuta scritta da Julio Iglesias!
Qua da gothic-horror stiamo scivolando nel fantasy-harmony!
tua affezzzzionatissima
Ross
Molto bello e coinvolgente! Mi piace l'eroe macho che perde la testa per quel cucciolo ammiccante e tanto figo. E in realtà capisco anche la reazione isterica e impulsiva al pensiero del suo tradimento proprio nel momento in cui aveva deciso di fargli un pompino nel vicolo, fregandosene della dignità!Ecco, secondo me poi ci ripensa, torna indietro e lo risbatte sul muro,continuando anche con un bell'interrogatorio. Ma dopo!!!!
Unico neo del capitolo? E' cooooorto!!!!!!!Un capitolone tutto per Ludvig e la metà per i due teneroni? No no, è chiaro che qui l'autrice ci vuole solo tenere in sospeso. Tanto lo so che non è Xavier il traditore, giusto? GIUSTO??????
ma che doveva dire, Ora ti smonto e ti rimonto brutto zoccolone mio????
ahah
è un duro romantico...
seriamente, è andato per i fatti suoi e ha sbarellato. Capita anche ai duri.
E'forte questo capitolo, la parte iniziale ti porta direttamente nell'atmosfera del bassofondo a luci rosse e l'incontro tra i due amici/amanti ha un taglio cinematografico che però si interrompe bruscamente... e troppo bruscamente si conclude il capitolo, un effetto "coitum-interruptus" che, visti i protagonisti, non era necessario.
"Presto, angelo mio" non si può sentire.
Dimostrando una personalità ferrea e un coraggio da leone, ho tolto la stramledetta battuta. Mannaggia a me.
Ma io pensavo no... ma Xavy deve essere per forza il traditore per un motivo: se non lo è allora è un ritardato mentale gravissimo e pure parecchio scemo... Ci poteva anche arrivare che forse forse non è normale che lo facciano girare da solo.
A me Angelo mio piaceva :P
...e a me piaceva tanto il "Ti voglio" e "Presto"...uffa!!
Cmq, data la fine shock del capitolo, gradirei un seguito quasi immediato per riprendermi, grazie!
Allora, partiamo dalla constatazione che Xavier è solo bello; io sono ancora convinto che è troppo scemo per fare lo 007, per questa cosa vedo più tagliata un altro cucciolo di pipistrello, magari di sesso opposto (e poi ho quest'idea che Giusy preferisca una donna per un ruolo perfidamente importante). Il capitolo è corto e la parte meno appassionante è quella nell'androne, queste sono le mie lagnanze. La consapevolezza che il ritardato possa essere una spia è troppo repentina (ma i vampiri non emanano odori o cose così che tradiscano gli stati d'animo?). Attendiamo fiduciosi e cogliamo l'occasione per inviare
Distinti Saluti
p.s. pdick sono io, se non s'era capito
Allora, giusto per inserirmi in questa pregnante discussione anche a me non piace l'angelo mio ;-)
Per il resto invece anche se è un po' corto dando l'idea del capitolo rimestaacqua e stuzzicacazzi l'ivan in piena crisi mestruale che abbandona il pupetto senza torchiarlo a dovere ci sta. Un po' di emitudine a Giusy va concessa altrimenti sbarella LOL
Lo
Vabbèèène, se non è per l'arte ma per la metafisica della para ci facciamo andare bene il bambino speciale e il Bruce Willis ex intellettuale ora mestruato ;)
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